Giovedì, Novembre 15, 2018

Chi Siamo

Chi siamo

Siamo la comunità Cristiana di Perarolo di Vigonza.

In questa sezione verrà documentato come ebbe inizio la storia della Fede nel nostro territorio.

E’ indubbio che Perarolo ebbe origini romane: si chiamava PERAROLUS. Lungo i secoli il paese ebbe varianti nel suo nome, quali: Perayrolo, Pirarolo, Perarolo.

Il toponimo Perarolo sembra derivi da un certo Petra, un romano a cui appartenevano delle proprietà in questo luogo; non vi è un terreno sassoso o pietroso in loco da far derivare il nome dalla natura del suolo.

Altro fattore a favore della tesi di “territorio romano” viene dal fatto che Perarolo poggiava sull’antico decumanus, strada che, partendo da Paluello, e passando per il nostro centro, raggiungeva Cadoneghe e Pontevigodarzere. Vi erano pure dei “cardini”, dei quali uno passava dall’attuale cimitero, e un altro sul luogo ove ora sorge il sottopassaggio dell’autostrada in via Diaz.

Purtroppo, nella zona, le alluvioni del Brenta dell’inverno 589-590 d.c. sconvolsero il territorio, lasciando ben poche tracce di quanto esisteva.

Nelle “Rationes Decimarum Italie”, la chiesa di Perarolo compare tre volte quale dipendente dalla Pieve di Torre, senza però che venga mai citato il suo titolare. Nell’estimo papale del sec. XIV, la nostra comunità viene valutata 17 lire di “piccoli” e in un frammento di decima papale dei sec.  XIII e XIV viene, finalmente, nominato anche il suo prete: VIVIANO.

 

Per trovare, poi, il titolare della chiesa di S.Andrea Ap., si deve giungere alla prima visita pastorale del 1458. La chiesa, in quel periodo, è sottoposta al priore di S. Margherita di Vigonza, che a sua volta e alle dipendenze delle Benedettine del Monastero della Misericordia di Padova. Esse hanno ottenuto il giuspatronato sulla chiesa, quindi il diritto di eleggerne il curato e presentarlo al vescovo.

Tutto questo fino alle soppressioni napoleoniche del 25 aprile 1810.

 

Facendo leva sul loro diritto – dovere di patronato, nel 1666 il Podestà di Padova obbliga le Monache ad assumersi parte del restauro della chiesa. Ottant’anni dopo, il Card. Rezzonico, nella visita pastorale del 4 settembre 1748, annota che “ecclesiam totam valde angustam pro parochianorum numero atque humilem invenit” (la chiesa è troppo piccola per il numero di fedeli, ed è pure una chiesa povera) e invita le monache a provvedervi. L’invito viene rinnovato nella visita del Vescovo Giustiniani il 7 maggio 1780, ma ancora invano. Solo nel 1817 viene rifabbricato il coro e, dal 1841 al 1844, viene eseguito anche il lavoro di allungamento della navata. Il campanile, che in occasione della visita pastorale del 20 maggio 1827, il parroco annota essere stato demolito in parte per ordine dell’autorità civile perché cadente e pericoloso, viene ricostruito nel 1833. Nel 1919 la parrocchia di Perarolo si estende anche al territorio oltre Brenta, nella zona della parrocchia di San Vito.

Altri eventi recenti:

·         1946: acquisto dei campi di “Basa”, attuale via S.Andrea e inizio raccolta materiale per il nuovo asilo

·         1950: inaugurazione del nuovo asilo e acquisto edificio vecchio patronato

·         1956: costruzione sala per cinema-teatro

·         1965: acquisto area Gallimeberti – quartiere Pavan – per costruire nuova chiesa

·         1967: demolizione antica chiesetta di S. Pietro, esistente nel terremo dei Gallimberti

·         1968: nuovo piano regolatore comunale che prevede la nascita della parrocchia di Busa, staccata da Perarolo

·         1971: acquisto terreno per il nuovo Centro Parrochiale – ex proprietà Pomaro –

·         1976: inizio costruzione nuova chiesa parrocchiale, con sua inaugurazione dell’aprile 1978

·         1986: inizio costruzione nuovo patronato

·         1997: inizio costruzione nuova scuola parrocchiale dell’infanzia


"Tratto dal Libro della Fede della Parrocchia S.Andrea Ap."